Jeff Mills @ LINK (BO)

20 Mar

jeff_mills

Può capitare di non aver ancora sentito uno dei padri fondatori della musica Techno Minimale. Le ultime volte venuto in Italia è transitato attraverso i migliori club del bel paese: dai Magazzini Generali di Milano, al Tennax di Firenze e ancora al Cocoricò di Rimini. Questa volta è stata la volta del Link di Bologna, uno dei club più significativi della musica elettronica in Italia.

Direttamente da Detroit, classe 1963, l’ex Underground Resistance, Jeff Mills, un dei più influenti dj Techno Minimale.

Vedere per la prima volta un artista come Jeff Mills, com’è facile immaginare, può riservare molte sorprese. Una su tutte, scoprire che, oltre ad avere una mostruosa abilità nel far girare i dischi (3 alla volta, si dice fino a 70 in un ora), utilizza anche una drummer machine Roland TR 909 come se fosse un orchestra di baseline a tutte le frequenze.

Verso le 2 circa Jeff accende i motori della sua Roland ed io disperatamente cerco di farmi avanti nella consegna del giubbotto al guardaroba, intanto l’ambientazione musicale comincia a scaldarsi, anche se ancora molto sospesa e viaggiante, non credo di aver realizzato cosa sarebbe avvenuto in seguito. Per cui, dopo 10 minuti souspance musicale e dopo aver fatto un un solo metro di coda, ho deciso di rinunciare alla causa giubbino e di lanciarmi in pista, al che,  è esploso un mitragliatore elettronico di bit.

Buttato il giubbino in un angolo, ho iniziato a girare vorticosamente in sala scattando un po’ di foto ogni tanto. Non c’era una persona che non si muovesse sussultando tipo un ammortizzatore di un Hammer. Non c’era una persona che ballasse tanto per ballare, per quel che ricordo, era abbastanza un delirio. Il clima per altro era molto tranquillo, sembrava la tipica situazione di famiglia dove tutti si conoscono, nonostante sia gente proveniente da posti molto diversi: Roma, Firenze, Venezia, etc.

Dopo tre ore di trivellate minimali, le casse a grappolo del Link sono scese in pista a ballare. Il set-up tecnologico era pienamente all’altezza dell’artista, per questo credo proprio che Jeff non abbia avuto niente da ridire, nonostante il suo caratterino è molto rigoroso, specie nei confronti delle foto e dei fotografi!

Sotto la sapiente direzione artistica dei ragazzi dello Shape (organizzatori anche del continuum al Red Room) un’altra pagina di storia è stata scritta sul diario di bordo del circolo culturale Bolognese. Un altro maestro della musica elettronica ci ha deliziato del suo suono originale. In attesa della prossima occasione ci andiamo a distrarre all’Altavoz a Marghera, tanto la gente sarà la stessa per cui non si rischia di annoiarsi!!

http://www.soundandvision.it/blog.php?id=436&filter=

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